Non hai l’ispirazione? Eccotela servita su di un vassoio d’argento

Non hai l'ispirazione? Eccotela servita su di un vassoio d'argento
Non hai l’ispirazione? Eccotela servita su di un vassoio d’argento

Spesso mi succedeva di non avere l’ispirazione per nuove storie. Si chiama “blocco dello scrittore”, non affatto bella come sensazione.

Ti ritrovi davanti a un foglio bianco e non sai cosa scrivere. Stai ore a pensare di continuo quale storia raccontare. In compenso perdi tempo in altre cose.

Non so quante volte ho rigirato il web in questi momenti morti.

Durante la ricerca, per fortuna, ho trovato vari strumenti utili. Uno di questi te lo servo qui in un vassoio d’argento in regalo: ti sarà di grande aiuto, come per me, per creare storie nuove.

L’ispirazione viene da te come un fiume in piena

Prima di proseguire ti avverto: è un sito internet in inglese, quindi o lo mastichi bene oppure usi google translate.

Io, da bravo ignorante nelle lingue, uso google translate.

Sito: http://www.plot-generator.org.uk/

Molto semplice da usare, basta selezionare il genere, riempire i campi e cliccare.

Poiché sono molto pigro, e me ne vanto pure, invece di riempire i campi, lascio che sia l’applicazione web a fare tutto.

Lo so, uno che mira a creare grandi storie non dovrebbe fare così. Ma perché sforzarsi tanto quando c’è un programma che può farlo al posto tuo?

L’ispirazione c’è, rimane il lavoro di scrittura, cosa non da poco.

Vassoio d’argento servito per te

Adesso hai la soluzione per tutto quelle volte che non sapevi cosa scrivere.

Inoltre hai l’idea per il titolo incluso nel pacchetto regalo.

Niente più mal di testa per trovare nuove idee.

Cosa vuoi di più dalla vita?

Che ti scriva un libro al posto tuo?

No, quello è compito tuo dopo aver trovato l’ispirazione. I pacchetti regalo così con un fiocco rosso sono finiti…

Dedicato alle tue nuove grandi storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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3 Strumenti on-line per diventare peso massimo nella scrittura

3 Strumenti on-line per diventare peso massimo nella scrittura
3 Strumenti on-line per diventare peso massimo nella scrittura

La scrittura è come un muscolo: più l’alleni con criterio, più forte diventa.

Allo stesso modo del sollevamento pesi, succede con la scrittura.

All’inizio è difficile alzare un bilanciere di svariati kg. Poi, con costanza e perseveranza, riesci a sollevare pesi che nemmeno t’immaginavi.

L’anno scorso, durante le olimpiadi, avevo un obbiettivo: scrivere ben 2.000 parole al giorno per 21 giorni.

L’idea di base era quella di far diventare un’abitudine scrivere 2.000 parole filate ogni dì.

Che tu ci creda o no, ci sono riuscito…

…Anche se dovevo migliorare un po’ per quanto riguarda la “coerenza” dello scritto.

I 3 strumenti on-line che ti aiuteranno nella scrittura

Ti premetto che avrai bisogno di sapere un po’ d’inglese, o in alternativa dovrai usare google translate.

  • http://www.creativity-portal.com/prompts/imagination.prompt.html – l’idea alla base è quella di scrivere per 10 minuti filati sull’argomento proposto per stimolare l’immaginazione; io ti consiglio invece di basarti sul numero di parole scritte, magari 300 per iniziare se sei alle prime armi;
  • http://writingexercises.co.uk/subjectgenerator.php – l’obbiettivo qui è stimolare la scrittura libera, quella dove scrivi senza seguire uno schema preciso; gli argomenti sono i più svariati, poco fa mi ha proposto come soggetto la mia prima volta…
  • http://www.chaoticshiny.com/wegen.php – prendi nota di questo sito, è molto utile; il link ti rimanda alla sezione “esercizi di scrittura”, dove vengono generati casualmente nuove esercitazioni; il punto forte del sito, comunque, è la presenza di una moltitudine di generatori casuali che vanno dalla creazione di personaggi all’ispirazione di catastrofi apocalittiche;
  • Il sito è stato creato per i giocatori di Dungeons & Dragons;
  • Lo scrittore James Paterson, nel suo corso “masterclass”, lo consiglia ai suoi studenti come valido strumento.

Mi auguro ti siano utili questi 3 validi strumenti che oggi ti ho regalato. Io in prima persona, come vedrai nei prossimi giorni, ne faccio largo uso.

Dedicato alla tua scrittura.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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Non ti va di scrivere? Anche a me non va

Non ti va di scrivere? Anche a me non va
Non ti va di scrivere? Anche a me non va

Hai presente quei momenti in cui non vuoi proprio scrivere?

Quando vorresti fare altro e lasciare la scrittura per un altro giorno?

Oppure quando realizzi che scrivere dal nulla è una fatica nera?

Ecco, siamo in due.

Spesso sono in questa situazione, con il risultato che sto davanti al monitor a guardare trailer di film in uscita e leggere cose inutili.

Cosa cavolo mi importa di sapere se in un certo stato il pil è aumentato del 2% rispetto all’anno scorso?

Nulla.

Condivido con te questa mia esperienza personale: buttarsi da un’altura è uguale a scrivere dal nulla.

Scrivere è faticoso? Sì, lo è tanto pure

Immagina di trovarti davanti a un burrone.

Guardi sotto è vedi il nulla più totale. Il fondo è così distante che vedi il buio.

Hai 3 alternative a riguardo:

  1. Continuare a guardare sotto e fantasticare come sarebbe buttarsi;
  2. Stare immobile dove sei e pensare ad altro, magari a quale videogame è meglio comprare domani;
  3. Fregartene delle tue fantasie e di altro inutile per buttarti, anche se non hai la più pallida idea di cosa fare e cosa succederà dopo.

Io ho optato per la 3° scelta.

Credimi, è più facile di quanto pensi.

Scrivo sul non sapere cosa scrivere

Quando scegli la 3° opzione succedono cose straordinarie:

  • Inizi a scrivere, atto di per sé incredibile visto che prima non lo facevi;
  • Escono idee nuove, e questo smentisce l’idea che devi avere prima l’ispirazione per mettere mano sulla tastiera;
  • Guadagni tempo e tanto pure, cosa te ne fai di tutte quelle elucubrazioni mentali? Nulla.

Come vedi hai solo da guadagnarci facendo in questo modo.

Fregatene di non avere un obbiettivo, scrivi.

Dedicato alle tue follie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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6 parole per una storia che lascia il segno

Puoi scrivere una storia con solo 6 parole?

La risposta è sì, puoi farlo.

Prendo spunto dal famoso Hemingway e, come lui stesso disse anni fa, dalla sua più bella storia di sempre:

“Vendesi scarpe da bambino, mai usate.”

Di primo acchito ti può sembrare una frase banale. Non è affatto così.

Non voglio approfondire il lato metafisico della storia, come ad esempio il messaggio sotto inteso che non è mai stato bambino, bensì quello pratico.

Quando hai soltanto 6 parole per scrivere una storia, anche esaustiva, impari come essere diretto.

Una storia diretta, così come anche i messaggi diretti, penetrano meglio nella testa del tuo pubblico.

5 Esempi (improvvisati) di storie da 6 parole ciascuna

Attraversai la strada, venne l’auto

Credo che capisci che fine feci in questa storia, vero?

Picchiato dalla moglie, denunciato da femministe

Doppiamente sfortunato, non credo che il protagonista vorrà avere a che fare con altre donne…

Amore fallito, matrimonio sfumato, viaggio tropicale

Diciamocela tutta, la fine è l’inizio di un nuovo viaggio.

Arginò le emozioni con uno scoglio

Le emozioni falliscono davanti a un cuore di pietra.

Accoltello delicatamente, taglio teste urlanti

Qui mi sono superato, una storia di soli 5 parole ed ho pure usato due parole in forte contrasto tra di loro.

Pensaci in 6 parole

Hai notato che la storia, seppure molto brevissima, è più chiara della spiegazione che ho provato a darti?

Impieghiamo più tempo a creare la guarnizione di un piatto che la portata principale in sé.

Cucino piatto principale oggi, guarnisco domani

L’esercizio ti serve a essere più chiaro e diretto.

Scrivi anche tu altre storie di sole 6 parole, è più facile di quanto pensi.

Scrissi sei parole, raccontai un mondo

Visto?

Potremmo continuare all’infinito.

Guardai il cielo, andai con te.

Questa è un po’ melodrammatica…

…Comunque provaci anche tu.

Dedicato alle tue storie

Antonio alfiere

www.antonioalfiere.com

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Più una storia è semplice, meglio funziona

Per storia semplice, e che funziona, intendo i lavori che seguono l’acronimo inglese KISS.

Keep

It

Simple

Stupid

Tradotto per chi, come me, non mastica molto d’inglese suona come…

“Rimani sul semplice, stupido”

Al di là della filosofia che sta dietro a questo motto, molto usato fuori dall’Italia, il principio di base è tanto valido quanto utile.

Lo puoi usare in vari settori della tua vita.

Tranne nelle relazioni umani. Per mia diretta esperienza sono complicate, con troppe variabili, mutevoli e lunatiche come i nostri stimatissimi politici italiani.

Hanno cambiato più partiti politici loro che un giocatore di calcio strapagato.

Una storia semplice è…

  • …Facile da ricordare – Non sei obbligato a ricordarti una lunga lista di personaggi con rispettivi nomi, lavoro e relazioni familiari. Hai pochi punti importanti da trasmettere e questo ti permette di ricordartela quando e dove vuoi.
  • …Facile da raccontare – I pochi elementi narrativi rendono tutto più fluido e scorrevole, come un fiume senza intoppi. Con pochi punti da seguire regali una sensazione di spontaneità e genuinità.
  • …Facile da imprimere – I pochi elementi narrativi, inoltre, ti permettono d’imprimere meglio il messaggio dentro l’immaginario del tuo pubblico. “Vendesi scarpe da bambino, mai usate”, sei parole di Hemingway che lasciano il segno.
  • …Facile da ripetere – Quando hai da memorizzare poche semplici frasi, è logico che puoi raccontarla più volte senza sbagliare, giusto? “Comprai casa. Non ero felice: scarafaggi”, questa è mia.
  • …Facile da modificare – Mai pensare che una storia è statica e immutabile. Basta poco per modificarla a tuo piacimento in base alle tue esigenze. “Vendesi scooter da corsa, gomme forate”, Hemingway mi perdonerà per aver preso spunto dalle sue scarpe.
  • …Facile da memorizzare – Il tuo pubblico segue un filo logico ben preciso dove ci sono pochi elementi da ricordare. Niente sequela di personaggi e situazioni alla Beatiful.
  • …Facile da assimilare – Una storia semplice invia, in apparenza, un messaggio altrettanto semplice al pubblico. Dietro a questa “semplicità” può celarsi qualcosa di più complesso.

Una conclusione semplice

“E se ti dicessi che scrivere questo articolo/email è stato faticoso quanto un romanzo, ci crederesti?”

(citazione dal film di matrix modificata da me)

La semplicità costa quando sei abituato a lunghe spiegazioni.

In psicologia una persona che da molte spiegazioni è definita insicura.

In psicologia una persona che manda un messaggio chiaro in poche parole è definita sicura di sé.

L’equazione è facile: meno spiegazioni, più messaggi chiari e diretti creano racconti incisivi.

Questo è valido tanto quanto i racconti da bar, quanto i grandi romanzi.

Keep it simple, stupid

Dedicato alle tue storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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