5 motivi perché la creatività vien creando

La creatività, che oggi associo al mangiare, è soggetta anch’essa a delle leggi.

Non ti aspettare che oggi ti dica quali sono queste leggi, ancora non le conosco del tutto io.

Ammetto di essere un principiante, ho delle lacune che giorno per giorno voglio colmare.

Nella mia piccola esperienza ho capito una cosa: più muscoli alleno, più muscoli avrò; più corro, più resistenza nella corsa avrò; e così via per molte altre cose.

Non di meno è la creatività.

Questo elemento importante per noi che aspiriamo a essere grandi autori, scrittori, storyteller, artisti ecc. Va allenata, giorno per giorno.

5 chiavi per aumentare la creatività

Più che chiavi sono devi veri e propri esercizi che io, personalmente ho fatto.

Alcuni li ho presi da dei libri che lessi anni fa, da dei corsi online e da mie intuizioni.

Il 5° ad esempio è una cosa che mi è successa davvero quando lavoravo in un call center. Lì ero costretto a parlare per 6 ore filate per vendere prodotti telefonici.

Il risultato fu che in quel periodo scrivevo racconti a go go.

  1. Scrivi tutto quello che ti salta in mente avendo penna in mano e foglio di carta, non importa cosa, fallo e scoprirai che le idee usciranno fuori da sé;
  2. Prendi spunto da un racconto qualsiasi e cambia luogo, data, persone, parole, eventi, ecc.
  3. Disegna quello che hai davanti adesso e aggiungi qualche elemento strano che non dovrebbe esserci, va bene anche uno schizzo mal fatto per poi crearci un racconto sopra;
  4. Descrivi un’oggetto qualsiasi, che hai davanti, da diversi personaggi, tipo un meccanico, un architetto, un ladro ecc.
  5. Parla senza sosta, anche con discorsi insensati, per almeno 5/10 minuti di fila, hai mai notato che più scrivi più sai argomentare nuovi discorsi?

Hai notato che gli esercizi che ti ho esposto son solo pratica e sono variegati come spunto iniziale?

La creatività, oltre a essere una qualità, è un muscolo da allenare.

Allenati ogni giorno.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

Tonight on your life: “Il viaggio dell’horror”

Tutti noi siamo attratti dall’horror. E chi dice il contrario ha avuto una brutta esperienza a riguardo.

Oggi partiamo per un piccolo viaggetto, di tipo mentale.

Così come per il genere avventura, anche l’Horror ha il suo Viaggio dell’Eroe…

…E spesso e senza ritorno.

In questo genere, comunque, non c’è un vero proprio viaggio. Bensì c’è una rottura di schemi.

L’Ombra non per forza corrisponde alle paure dell’Eroe, se non in quella di morire.

(N.B. In caso non sai cos’è e chi è L’Ombra in una storia, ti invito a scaricare il report gratuito dal mio sito internet).

Guarda per esempio Venerdì 13. Dal secondo in poi è, quasi, sempre lo stesso personaggio, Jason, un uomo grosso e brutto armato di machete.

Come può corrispondere alle paure dell’Eroe?

Corrisponde alla comune morte di morire.

L’horror non è bello se non è sanguinarello

Premesso che adesso ti sto mostrando il mio pensiero personale, ti dico che nell’Horror non c’è bisogno per forza di seguire a menadito il Viaggio dell’Eroe. Sarebbe solo un valore aggiunto in termini di qualità, non del tutto fondamentale.

In questo genere la Chiamata dell’Eroe avviene in maniera brutale e senza via di scampo.

Nell’horror l’Eroe non ha scelta. Volente o meno c’è dentro, fino al collo…

Il Mentore è l’istinto di sopravvivenza, o qualcuno bravo che sa come cavarsela. (Io preferisco quando non c’è nessuno che gli dà consigli comunque)

L’obbiettivo di quando scrivi una storia horror non è intrattenere il pubblico, mandargli un qualche messaggio o altro ancora.

L’obbiettivo e accanirsi sui protagonisti.

Tu, in quanto autore, decidi chi vive e chi muore…

…E sopra ogni cosa decidi il come deve morire.

Sa un po’ di sadico, è il bello dell’essere un autore Horror.

Sì un sadico pure tu, anche per una volta soltanto…

…Scrivi una storia horror.

mwhuahuahuahuahuau!

(Ogni tanto ci sta a divertirsi così 😀 )

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

In amore vince chi racconta

Ho preso in prestito la massima comune sull’amore per parlare di sentimenti ed emozioni.

Le emozioni sono molto importanti nelle storie. Crei feeling, connessioni con gli altri e fai identificare di più il pubblico con i protagonisti della narrazione.

Più il tuo personaggio dimostra emozioni, più si legherà agli spettatori. In particolare quando è molto simile, nei difetti e azioni, a loro.

Raccontare storie, leggasi anche storytelling, oltre ad esserti utile a lavoro, nel personale e nei rapporti con gli altri, è utile anche nei sentimenti.

Pensaci bene, in amore non facciamo altro che raccontare di noi stessi, giusto?

L’amore non crea ponti

Le tue storie invece sì.

È la tua storia personale, come la racconti e la esponi, le emozioni che inserisci che creano ponti verso il partner.

Non mi sto mettendo a fare il guru dei rapporti di coppia, di cui i sono un disastro totale, non fraintendermi. Anzi, leggi con fare scettico quello che ti sto dicendo ora.

Ti sto svelando, comunque, quello che mi è successo poche volte e il perché: un sentimento molto forte chiamato amore.

È raro trovare una persona che ci fa palpitare il cuore così forte da farcelo esplodere. È raro trovare una persona che occupa del tutto i nostri pensieri.

Non sono uno che si innamora facilmente. Anzi, mi hanno detto che sono di ghiaccio certe volte.

Quelle poche volte che mi è successo, due a malapena tre, ho notato una cosa: più raccontavo di me, del mio passato, sia nel bene che nel male, più ci avvicinavamo.

L’amore tra noi due in questo modo cresceva ancora di più.

Lo so, ho detto una cosa scontata ai più.

Magari per te non è così scontata.

Fai qualcosa in più per trovare l’amore e per farlo crescere sempre di più.

Racconta non la tua storie. Racconta le storie della tua vita.

(ok, dopo queste smielaggini sull’amore domani parliamo di film dell’orrore, promesso)

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

Libri e film correlati:

Il vincitore di 1 milione di euro è… Il bugiardo racconta frottole!

Può un bugiardo guadagnare vagonate di soldi?

Può avere anche un ottimo lavoro?

E magari pure una promozione che non ti aspettavi proprio?

Certo che sì.

Ti premetto che non parlo di raggiri, truffe e quanto altro ancora di illegale. Sono il primo ad arrabbiarmi davanti a tutto questo.

Parlo di ben altro io. Parlo della qualità genuina e di gran valore che un bugiardo ha quando inizia a mentire.

Perché loro, i mentitori, hanno una particolarità che li contraddistingue dai sinceri:

Sanno raccontare storie.

Chiamate anche “frottole”.

Scopri il bugiardo che è in te

Da piccolo di bugie ne raccontavo. Sopratutto in famiglia, quando dovevo giustificarmi per una commissione non fatta, per aver rotto un’oggetto e altro ancora.

Oltre a questo dice un mucchio di bugie per ottenere quello che volevo (mangiare nutella, parliamoci chiaro).

All’epoca non ne ero consapevole, stavo adoperando delle tecniche avanzate di storytelling.

“Si, va bene, eri solo un moccioso paragnosta. Dillo che avevi paura di essere punito su.”

Beh… Certo che volevo farla franca. Ecco perché inventavo storie ben articolate e credibili, dovevo salvarmi dal pericolo…

…E mangiare la mia nutella fino a sporcarmi tutto.

Allo stesso modo funziona al lavoro.

Non ti dico che devi raccontare fandonie per raggirare gli altri, non fraintendermi adesso.

Quello che voglio dirti è di usare le stesse tattiche, da bugiardo mangia pane e nutella di nascosto, che da piccoli usavamo per creare storie credibili.

Il metodo è uguale, in tutto e per tutto.

Cambia solo l’obbiettivo.

Da piccolo:

«Non ho rotto io il vaso in porcellana, è entrato il gatto del vicino a cercare il tonno che gli abbiamo dato ieri»

«No no, la nutella non l’ho mangiata io perché ero a fare i compiti che hai visto poco fa, meglio comprarne un’altro barattolo…»

Da grande:

«No tesoro, non stavo guardando tua cugina, ma quella sua collanina. La trovo molto bella ed ho pensato che voglio regalartene una più luminosa.»

«Sì capo, lo so è un aumento del 15% dello stipendio a netto sulla busta paga e il punto non sono i soldi che le chiedo, bensì tornare a quando si era più produttivi in gruppo quando si stava più sereni.»

Quando ero un piccolo bugiardo la mia bugia preferita era: si è rotto da solo…

Antonio Alfiere.

www.antonioalfiere.com

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Il tuo mondo rimarrà così com’è con le storie

“Che caspiterina intendi dire con il mondo rimane com’è con le storie? Sei diventato matto di colpo?”

C’è una spiegazione a questo titolo in apparenza strano.

Oggi riflettevo sulla vita di tutti i giorni. Intendo quelle volte in cui va tutto bene, dove sei in armonia con gli altri e ti senti felice.

Quello è il tuo mondo ideale, il tuo mondo dove vuoi vivere sempre e mi auguro che lo stai vivendo già da subito.

La riflessione era indirizzata verso una domanda importante:

Come mantengo il mio mondo bellissimo così com’è?

Ho cercato di trovare una risposta nello storytelling, nel raccontare storie.

E l’ho trovata.

La situazione in cui vivi è importante, e dato questo raccontare storie è ti può permettere di continuare a vivere il tuo mondo attuale.

Vale anche per rievocare i momenti passati.

Quante volte noi ci siamo trovati a parlare con amici, parenti e colleghi dei bei momenti passati insieme? Degli episodi che ci hanno fatto ridere?

Tante e tante volte.

In caso non ti è successo mai, credimi, è una tua percezione. Ogni giorno succede e nel momento in cui incontri qualcuno che conosci, in automatico rievocherete episodi del passato.

A me, spesso e volentieri, succede che gli altri mi raccontano gli eventi passati piacevoli…

…E non va bene.

Per preservare il nostro bel mondo personale non dobbiamo aspettare che gli altri ci raccontino le loro storie.

Dobbiamo farlo noi per primi.

La prossima volta che incontriamo qualcuno al bar, in strada, a casa e in altri luoghi, dobbiamo essere noi i primi a rievocare gli episodi passati che più ci rendono felici.

Io mi auguro che tu lo faccia già. In questo caso tu sei un grande, sei uno storyteller e non lo sapevi!

Salva il tuo mondo da intrusioni moleste.

Inizia tu a raccontare storie.

Antonio Alfiere

www.antonioalfiere.com

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